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La Commissione Tributaria Regionale di Potenza è scesa in campo a favore dei cittadini sullo spinoso problema della revisione del valore catastale degli immobili. L’Agenzia delle Entrate non può infatti riclassare un’abitazione sulla base di vaghi riferimenti a strutture similiari nella stessa zona, ma deve indicare espressamente quali siano i fabbricati presi a parametro, pena la nullità dell’atto stesso.

L’Agenzia delle Entrate può rivedere il valore catastale di un immobile sulla base di una comparazione con altre abitazioni collocate nella stessa zona e con la stessa destinazione d’uso. All’interno di un quartiere esclusivo non si possono riscontrare notevoli differenze tra il valore degli immobili, questo perché l’apprezzamento di un fabbricato dipende anche dalla zona su cui è costruito.

Tuttavia, perché avvenga un riclassamento dell’immobile l’Agenzia delle Entrate non può indicare un generico riferimento a strutture esistenti nella stessa zona, ma deve indicare “quali siano i fabbricati presi a parametro, il loro classamento e quali le caratteristiche analoghe da considerare ai fini del giudizio di similarietà rispetto all’unità immobiliare oggetto di classamento”.  Questa indicazione non può avvenire in un secondo momento, in sede di ricorso giurisdizionale, ma deve essere contestuale al riclassamento.

Viene meno però l’obbligo del contraddittorio preventivo, per cui l’Agenzia non è obbligata a dare comunicazione all’interessato prima di procedere a un accertamento fiscale.

Articolo fornito da IDEALISTA in data 19 aprile 2016, 12:26.

L’articolo 21 del decreto sblocca Italia ha introdotto un’importante agevolazione per chi acquista casa da destinare all’affitto. Infatti chi compra un immobile a destinazione residenziale di nuova costruzione o oggetto di interventi di ristrutturazione, ha diritto a una detrazione irpef del 20% per una spesa massima di 300 mila euro. Ma ci sono delle condizioni da rispettare

La detrazione irpef

Nell’articolo 21 intitolato “misure per l’incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione” è previsto un bonus per chi acquista, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, immobili a destinazione residenziale- che siano di nuova costruzione oppure oggetto di interventi di ristrutturazione, cedute da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie. Tale bonus consiste in una deduzione dal reddito complessivo pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile che risulta dall’atto di compravendita

Il limite massimo di spesa è di 300.000 euro e l’agevolazione è prevista solo per le persone fisiche e non per chi esercita attività commerciali. Stesso limite di spesa è valido non solo per chi acquista, ma anche per chi sostiene le spese per costruire un immobile a destinazione residenziale sull’area edificabile che già possiede il contribuente prima che inizino i lavori o sulla quale è già stato riconosciuto il diritto di costruire

Le condizioni per usufruire del bonus

Per poter usufruire del bonus ci sono però delle condizioni da rispettare:

  • L’immobile acquistato o costruito su aree edificabili deve essere messo in locazione per almeno otto anni continuativi a canone concordato entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori
  • Se per motivi non imputabili al locatore, il contratto d’affitto si risolve prima degli 8 anni ne deve essere stipulato un altro entro un anno
  • Il contratto non può essere stipulato tra genitore e figlio, quindi non devono esistere rapporti di parentela di primo grado tra inquilino e proprietario
  • L’immobile deve essere a destinazione residenziale e non può essere classificato o classificabile nelle categorie catastali a/1, a/8 e a/9, quindi non può essere un immobile di lusso, signorile o di pregio
  • L’immobile non deve essere ubicato nelle zone che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale, in quelle destinate a nuovi complessi insediativi o a nuovi insediamenti per impianti industriali e per usi agricoli
  • L’immobile deve appartenere alle classi energetiche a o b

La deduzione deve essere ripartita in 8 quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta nel quale avviene la stipula del contratto di locazione è non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste dalla legge.

È ormai tempo di dichiarazione dei redditi e chi ha sostenuto a vario titolo delle spese per la casa (dalla ristrutturazione alla locazione) ha diritto a scaricare parte delle somme investite. Ecco quali sono le spese relazionate alla propria dimora detraibili o deducibili dal 730.

Prima di tutto bisogna distinguere tra spese detraibili, che vengono utilizzate per diminuire l’imposta da pagare, e spese deducibili, che invece riducono il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta.

  • Deduzione immobili da locare – Chiunque acquisti da privato un immobile da dare in affitto ha diritto a una deduzione delle spese sostenute (pari al 20% del prezzo di acquisto risultante dall’atto di compravendita).
  • Detrazioni del 19% interessi passivi mutui – devono essere indicati gli importi degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazioni pagati nel 2015 per i mutui, indipendentemente dalla scadenza della rata. Se si tratta di un mutuo ipotecario con contributi concessi dallo Stato, deve essere portato a detrazione la parte di interessi che rimangano effettivamente a carico del contribuente
  • Detrazioni spese sostenute a vario titolo e da vari soggetti per i canoni di locazione
  • Detrazioni ristrutturazione edilizia –  confermata anche per quest’anno la detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di messa in sicurezza del patrimonio edilizio
  • Detrazioni per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici– Indipendentemente dall’ammontare speso per i lavori di ristrutturazione, è possibile detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di grandi elettrodomestici e di mobili per un tetto di spesa di 10.000 euro, spalmabili in 10 anni.
  • Detrazioni riqualificazione energetica – chi esegue lavori di riqualificazione energetica ha diritto a una detrazione del 65% sulle spese sostenute. Dal 2015 è decaduto l’obbligo di inviare al Fisco la comunicazione per i lavori che proseguono per più periodi d’imposta, con riferimento alle spese sostenute nel 2015 in relazioni ai lavori che proseguiranno nel 2016
  • Cedolare secca – chi opta per il regime alternativo della cedolare secca per dare in locazione immobili a canone concordato può usufruire, dal 2014 al 2017, di un’aliquota agevolata del 10% (anziché del 15%)
  • Spese provvigione agenzia immobiliare – I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro.

Articolo fornito da IDEALISTA in data 20 aprile 2016, 8:22

Ai fine della deduzione del 20% del costo di acquisto di abitazioni da dare in locazione per otto anni a canoni bassi sono inclusi anche i contratti di affitto a canone libero di durata di quattro anni, con tacito rinnovo di altri quattro anni. A confermarlo l’Agenzia delle Entrate al Sole 24 Ore.

In particolare, è stato chiarito che il requisito della destinazione alla “locazione per almeno otto anni” può essere rispettato con qualsiasi tipo di contratto di locazione, “ricomprendendo anche le ipotesi in cui il contratto abbia tale periodo di efficacia per effetto di proroghe, previste per legge o concordate tra le parti”.

Secondo quanto previsto, l’unità immobiliare acquistata, ristrutturata o costruita deve essere destinata alla locazione per almeno otto anni. Si tratta di un vincolo che viene rispettato sia se il contratto ha tale periodo per esplicito accordo delle parti, sia se è la legge a prevedere una proroga di diritto almeno fino a otto anni.

L’Agenzia delle Entrate ha poi precisato che la deduzione è riconosciuta a prescindere dal soggetto cedente l’unità immobiliare. Una precisazione che di fatto ha corretto le errate condizioni contenute nelle istruzioni di Unico PF e del 730, relativi al 2014, e della prima versione definitiva dei modelli relativi al 2015, approvati con il provvedimento del 15 gennaio 2016, per il 730 2016, e con il provvedimento del 29 gennaio 2016, per Unico PF 2016.

Istruzioni nelle quali si imponeva che l’acquisto della casa dovesse essere effettuato solo presso imprese di costruzione o cooperative edilizie, ovvero che la ristrutturazione dovesse essere effettuata solo da imprese di ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie.

I vincoli legati al soggetto cedente o a quello che ha effettuato i lavori di ristrutturazione erano stati eliminati dalla legge di conversione della norma che aveva introdotto il bonus in questione. Così, con i provvedimenti del 9 marzo 2016 e del 31 marzo 2016 sono state corrette le istruzioni dei modelli 730 2016 e Unico PF 2016.

L’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che neppure il Dm attuativo dell’8 settembre 2015 ha imposto una specifica qualifica in capo al cedente, cosicché si può ritenere che il beneficio è riconosciuto a prescindere dal soggetto cedente l’unità immobiliare.

Articolo visto su “Sconto Irpef del 20% anche con l’affitto “4+4″ (il sole 24 ore) ” e da Idealista in data 22 aprile 2016, 11:05.