Monthly Archives: marzo 2017

 

 

Il bonus edilizia prorogato per il 2017 dall’ultima legge di Stabilità prevede una detrazione fiscale del 50% anche per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Vediamo quali sono i lavori compresi nel bonus e quali le condizioni per ottenerlo.

Manutenzione ordinaria e bonus fiscale

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale. Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del Codice civile.

Tra queste: il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera.

Gli stessi interventi, eseguiti sulle proprietà private o sulle loro pertinenze (garage, cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione.

Sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria: le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage.

Se queste opere fanno parte di un intervento più vasto, come la demolizione di tramezzature, la realizzazione di nuove mura divisorie e lo spostamento dei servizi, l’insieme delle stesse è comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.

Manutenzione straordinaria detrazioni 2017

Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

Esempi di manutenzione straordinaria:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • ​realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne

Articolo pubblicato da “Idealista”; il 21 Marzo 2017

il-prezzo-della-tua-casa-copia

 

Tanti sono i fattori che si devono prendere in considerazione quando si decide di mettere in vendita la propria casa. In particolar modo, in un momento in cui il mercato non attraversa uno dei suoi periodi più floridi. Le compravendite sono in aumento, ma i prezzi rimangono contenuti. E proprio su questo fronte, è doveroso domandarsi: in che modo è possibile dare il giusto valore al proprio immobile e quindi assicurarsi la riuscita dell’operazione in tempi relativamente brevi, così da non dover fronteggiare ulteriori costi?

Dare il giusto prezzo alla propria casa in vendita è tutt’altro che semplice. Le variabili che entrano in gioco sono molteplici e non sempre si riesce ad essere così distaccati da riuscire a fare un’analisi oggetiva e obiettiva. Vediamo, dunque, come poter dare il valore adeguato al proprio immobile ed evitare di andare incontro a inutili sprechi.

Il servizio dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate offre le quotazioni immobiliari, che individuano un intervallo minimo/massimo, per unità di superficie in euro al metro quadrato, dei valori di mercato e locazione, per tipologia immobiliare e stato di conservazione. Il servizio di navigazione territoriale Geopoi dell’Agenzia delle Entrate permette di verificare le quotazioni medie degli immobili per ogni comune e città d’Italia e di conseguenza determinare il valore a metro quadrato di un fabbricato in qualsiasi località italiana.

In generale, per stabilire il prezzo base di un immobile si moltiplica la superficie commerciale in metri quadrati dell’immobile in questione per il valore al metro quadrato di zona per immobili della tipologia e della misura presa in considerazione. La superficie commerciale è data dalla superficie totale dell’unità immobiliare comprensiva di tutti i muri interni, dei muri perimetrali, degli eventuali balconi e terrazze/giardini.

Una volta fatta una media aritmetica del valore minimo e massimo al metro quadrato e moltiplicando il risultato per la superficie commerciale si può avere il prezzo base. Ma quest’ultimo non è sufficiente.

Le variabili in gioco

Fare una stima oggettiva del proprio immobile è compito arduo. Per tale ragione, è bene richiedere la consulenza di un professionista, in grado di valutare in modo obiettivo e consapevole il reale valore dell’immobile.

Sono tanti gli aspetti da valutare e prendere in considerazione nel momento in cui si deve dare il giusto prezzo alla propria casa. E’ opportuno, innanzitutto, effettuare un’analisi del mercato di zona e degli immobili con caratteristiche simili.

E’ poi necessario prestare attenzione a:

  • ubicazione: zona, quartiere, posizione, servizi circostanti, aree verdi…
  • caratteristiche principali dell’immobile: piano, grandezza, disposizione interna, luminosità, esposizione, vista, tipo di riscaldamento…
  • stato dell’immobile: necessità di ristrutturazione o meno, rifiniture interne…
  • caratteristiche dello stabile: atrio, giardino, posti auto/garage, presenza di ascensore o meno…

Con un mercato fluttuante è di estrema importanza mettere sul mercato la propria casa al prezzo più giusto, riuscendo così a vendere in tempi brevi. In caso contrario, il rischio è quello di veder fermo per mesi il proprio immobile, dovendo affrontare nel frattempo le varie spese e trovandosi poi costretti a dover tagliare il prezzo, in un momento in cui magari i valori si sono ulteriormente ridotti.

E’ bene ricordarsi che un’operazione di compravendita non prevede solo valutazioni oggettive. Ci sono infatti anche elementi soggettivi da non trascurare e che possono influenzare la transazione. Si prenda, ad esempio, il caso di un proprietario di un immobile che ha urgenza di vendere: sarà disposto a stabilire e ad accettare un prezzo più contenuto per guadagnare in velocità, riuscendo a concludere la compravendita in tempi brevi. Il contrario farà un proprietario che non ha urgenza di vendere.

Il prezzo giusto di una casa, dunque, si ottiene con la valutazione e combinazione di molteplici fattori, oggettivi e soggettivi, tutti di estrema importanza.

Articolo pubblicato da “Idealista”; Autore: Stefania Giudice il 18 Marzo 2017

Tutte le scelte finanziarie che hanno interessato il mattone negli ultimi anni sono sbagliate. Non ha dubbi il senatore Vincenzo Gibiino, presidente dell’Osservatorio Parlamentare sul mercato immobiliare, quando parla della pressione fiscale sulla casa che ha portato un aumento sproporzionato delle tasse e un conseguente disinteresse verso l’investimento in questo settore. La ricetta per salvare il settore è quindi un ritorno al passato, portando indietro le lancette fiscali a nove anni fa.

“Nel 2008 la pressione fiscale sulla casa – afferma il senatore Gibiino – era di 10 miliardi, oggi è vicina ai trenta. Cio’ ha determinato la decrescita dei prezzi delle case e un disinteresse verso l’investimento immobiliare”. “Questo nonostante l’Italia sia uno dei pochi Paesi in Europa dove l’80% delle persone ha una casa di proprietà e dove negli anni ’60, ’70,’ c’e stato un vero e proprio boom dell’edilizia”.

Se la pressione fiscale cresce di tre volte e il pil non aumenta esiste un pericolo per questo settore. Il governo ha dato agli enti locali la possibilità di tassare direttamente i proprietari, tagliando le risorse centrali e obbligandoli a vivere delle tasse sulla proprietà. L’Imu è una grande truffa per gli italiani. Nata come service tax, si è trasformata in una tassa vera e propria. L’imposta sui rifiuti è una patrimoniale: noi paghiamo per m2 e non per quanto effettivamente inquiniamo e ciò contro i principi stabiliti dall’Europa”. 

La proposta dell’Osservatorio Parlamentare, di cui fanno parte non solo parlamentari, ma anche i rappresentanti delle principali associazioni del settore, “è quella di uno shock fiscale che riporti le lancette delll’orologio al 2008, quando la pressione fiscale era di 10 miliardi. Quando compravamo un immobile a 100 e dopo qualche anno lo rivendavamo a 120 o quando affittavamo una casa e riuscivamo a lasciare qualcosa in tasca”.

Articolo pubblicato dal sito web “Idealista” sezione News Notizie su mercato immobiliare ed economia; Autori: Annastella Palasciano, Luis Manzano il 07 marzo 2017

 

 

consumi energeticiAnche quest’anno chi vuol riqualificare energeticamente la propria casa potrà usufrire delle detrazioni fiscali del 65%. Un’occasione imperdibile per ridurre il consumo elettrico di un immobile e risparmiare sulla bolletta della luce. Ma il primo passo per riqualificare la propria abitazione è sicuramente la verifica del suo reale consumo, attraverso l’individuazione della classe energetica di appartenenza.

L’ultima legge di bilancio ha confermato la proroga delle detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2017. Per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati nelle parti comuni degli edifici condominiali è previsto un incremento dell’aliquota di detrazione al 70%.

La riqualificazione energetica di qualsiasi immobile inizia dalla scoperta del suo reale consumo energetico. Lo strumento che si occupa di misurare la temperatura energetica di una casa è il cosiddetto attestato di prestazione energetica, la cui normativa è stata sottoposta negli ultimi due anni a un restyling totale.

E’ importante tener presente che l’attestato – che indica la classe energetica di un immobile, dalla A4 (la migliore) alla G (la peggiore) – deve essere obbligatoriamente allegato ai contratti di locazione e vendita di una casa, cosi come ai rispettivi annunci immobiliari. Vi ricordiamo tutto ciò che c’è da sapere sulla certificazione energetica di un’abitazione.

Articolo pubblicato dal sito web “Idealista” sezione News Notizie su mercato immobiliare ed economia il 09 marzo 2017