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Ai fine della deduzione del 20% del costo di acquisto di abitazioni da dare in locazione per otto anni a canoni bassi sono inclusi anche i contratti di affitto a canone libero di durata di quattro anni, con tacito rinnovo di altri quattro anni. A confermarlo l’Agenzia delle Entrate al Sole 24 Ore.

In particolare, è stato chiarito che il requisito della destinazione alla “locazione per almeno otto anni” può essere rispettato con qualsiasi tipo di contratto di locazione, “ricomprendendo anche le ipotesi in cui il contratto abbia tale periodo di efficacia per effetto di proroghe, previste per legge o concordate tra le parti”.

Secondo quanto previsto, l’unità immobiliare acquistata, ristrutturata o costruita deve essere destinata alla locazione per almeno otto anni. Si tratta di un vincolo che viene rispettato sia se il contratto ha tale periodo per esplicito accordo delle parti, sia se è la legge a prevedere una proroga di diritto almeno fino a otto anni.

L’Agenzia delle Entrate ha poi precisato che la deduzione è riconosciuta a prescindere dal soggetto cedente l’unità immobiliare. Una precisazione che di fatto ha corretto le errate condizioni contenute nelle istruzioni di Unico PF e del 730, relativi al 2014, e della prima versione definitiva dei modelli relativi al 2015, approvati con il provvedimento del 15 gennaio 2016, per il 730 2016, e con il provvedimento del 29 gennaio 2016, per Unico PF 2016.

Istruzioni nelle quali si imponeva che l’acquisto della casa dovesse essere effettuato solo presso imprese di costruzione o cooperative edilizie, ovvero che la ristrutturazione dovesse essere effettuata solo da imprese di ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie.

I vincoli legati al soggetto cedente o a quello che ha effettuato i lavori di ristrutturazione erano stati eliminati dalla legge di conversione della norma che aveva introdotto il bonus in questione. Così, con i provvedimenti del 9 marzo 2016 e del 31 marzo 2016 sono state corrette le istruzioni dei modelli 730 2016 e Unico PF 2016.

L’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che neppure il Dm attuativo dell’8 settembre 2015 ha imposto una specifica qualifica in capo al cedente, cosicché si può ritenere che il beneficio è riconosciuto a prescindere dal soggetto cedente l’unità immobiliare.

Articolo visto su “Sconto Irpef del 20% anche con l’affitto “4+4″ (il sole 24 ore) ” e da Idealista in data 22 aprile 2016, 11:05.

(Teleborsa) – Il decreto sui mutui incassa il primo sì. La commissione Finanze della Camera ha dato il via libera con il voto favorevole della maggioranza al parere predisposto dal relatore, Giovanni Sanga (Pd), sul decreto attuativo della direttiva sui mutui. Contrari Lega, Sinistra italiana e il Movimento 5 stelle. Cambia così la normativa sui mutui, concedendo ai morosi più tempo per mettersi in regola. Con le nuove disposizioni ci vorranno almeno 18 rate non pagate perché la casa passi alla banca, non 7 rate, come previsto inizialmente dal ddl Boschi.Tra le ultime condizioni inserite rispetto alla precedente versione del parere, è stato aggiunto un passaggio che impegna le banche “a valorizzare l’immobile al miglior prezzo di realizzo possibile, indipendentemente dall’ammontare del debito residuo”.Lo scandalo dell’esproprio dopo sole 7 rate non pagate aveva messo sull’attenti il governo, consigliando una riunione di emergenza, dopo le agguerrite proteste del Movimento 5 Stelle, che avevano portato il problema all’attenzione dell’opinione pubblica.

Articolo pubblicato dal quotidiano IL MATTINO in data 10.03.2016.

Hai deciso di acquistare casa? Non essere avventato! Agisci in modo ponderato seguendo la nostra check-list! Una casa non si acquista tutti i giorni, fai in modo di non pentirtene il giorno dopo!

  1. Presta bene attenzione durante l’ispezione a quella che potrebbe essere la tua futura casa. In futuro potresti rimpiangere di non aver richiesto al venditore riparazioni pre-acquisto. Non limitarti a seguire la persona che ti sta mostrando la casa, ma chiedi di poter fare un giro per le stanze per conto tuo, non esitare a fare domande  e a prendere nota e ricorda di prestare attenzione ai dettagli. Potresti notare, per esempio, che la caldaia in cantina è talmente vecchia da risultare inutilizzabile e questo ti darebbe il diritto di chiedere uno sconto al proprietario, che dovrebbe tener conto di questa ulteriore spesa.
  1. Chiedi l’opinione di un terzo. Quando si è innamorati (e ci si può innamorare anche di una casa) è facile trascurare difetti che possono diventare insostenibili col tempo. Per eliminare l’effetto di questi paraocchi da colpo di fulmine, è bene consultarsi con amici e parenti prima di concludere l’acquisto: saranno più obiettivi.
  1. Chiedi l’opinione di un terzo qualificato: effettua un sopralluogo insieme ad un tecnico qualificato per valutare la condizione degli impianti, valuta la conformità delle mappe catastali insieme ad un geometra e così via…
  1. Fatti un’idea precisa di quello che puoi o non puoi cambiare. Ogni casa ha i suoi problemi: su alcuni si può soprassedere, su altri no ma sono facilmente correggibili, altri ancora invece sono permanenti. La zona, per esempio: conosci meglio il quartiere (è sicuro? è ben fornito dai mezzi pubblici? ci sono scuole, supermercati e negozi vicini?) e visitalo in orari diversi.
  1. Assicurati di disporre di tutti i documenti necessari per un acquisto in sicurezza. Accertati che l’immobile sia in regola e che non ci sia un’ipoteca pendente.
  1. Parla con i vicini per conoscere eventuali problemi del condominio
  1. Non trascurare l’ipotesi di acquistare una casa più economica per poi ristrutturarla. Valuta e pondera costi e benefici di ciascuna possibilità.
  2. Affidati ad un professionista. Un agente immobiliare qualificato conosce il mercato e saprà trovare una soluzione adatta alle tue  esigenze.

Articolo pubblicato da WIKICASA in data 20.01.2016.

La fiducia è molto importante, in qualsiasi lavoro. Concedere un incarico in esclusiva significa dare all’agente immobiliare cui ci si rivolge fiducia nelle proprie capacità professionali.

Intanto, cosa significa affidare un incarico in esclusiva?

Significa che il venditore si impegna per un certo periodo di tempo a lasciare che la trattativa della casa sia affidata al solo mediatore incaricato. Cosa comporta questo? conseguenza è che se si decidesse di dare l’incarico di esclusiva si è liberi di cercare da soli un possibile acquirente, ma si dovrebbe comunque corrispondere all’agenzia un compenso.

Veniamo ora ai motivi per cui conviene affidare un incarico di vendita in esclusiva.

Il mandato in esclusiva fa sì che l’agenzia si interessi maggiormente al tuo immobile investendo molto più denaro e tempo. Si potrebbe anche non concedere l’incarico di esclusiva a nessuna agenzia e proporre il proprio caso a diverse agenzie. In questo modo, tuttavia, le agenzie darebbero precedenza agli incarichi in esclusiva, allungando di fatto i tempi necessari alla vendita.

In più c’è il fattore pubblicità: per quale motivo l’agenzia dovrebbe spendere gli stessi soldi di pubblicità su un immobile che hanno altre 10 agenzie? È più facile che decida di spenderli per incarichi in esclusiva.

Inoltre, dando l’incarico a più agenzie si rischia  di veicolare un messaggio sbagliato all’acquirente, che sarebbe portato a pensare: “Come mai servono 10 agenzie per vendere questo immobile? È forse un immobile con qualche problema? Stanno cercando di rifilarmi qualcosa di invendibile?”. In definitiva, si rischia di dare ai potenziali acquirenti l’ idea di un immobile che non si riesce a vendere.

Infine, le penali si possono evitare, con un po’ di buon senso. La firma di un contratto a valenza giuridica comporta che entrambe le parti sono tenute ad assumere un comportamento corretto per tutta la durata del contratto. L’agente immobiliare, da parte sua, si impegnerà a fare il possibile per riuscire a concludere l’affare e a soddisfare le esigenze del cliente. Il cliente deve impegnarsi a non violare l’obbligo dell’esclusività, in altre parole:

  • Non affidare l’immobile ad altre agenzie, se un’agenzia ne possiede già l’esclusiva.
  • Non vendere l’immobile per contro proprio.
  • Cercare di non tornare sui propri passi per la durata dell’incarico, riguardo alla vendita dell’immobile.

Il consiglio è quello di valutare con attenzione la professionalità del mediatore e, dopo averne valutato le competenze, affidarsi senza esitazioni e con l’esclusiva al professionista, per una durata adeguata (in genere tre/quattro mesi sono sufficienti per sondare il mercato), ricordandosi di verificare la presenza di un’eventuale clausola di rinnovo tacito e con una clausola che invita l’agenzia a collaborare con colleghi di altre agenzie in caso di vendita.

Articolo pubblicato da WIKICASA in data 08.03.2016.

Se l’immobile è dato in locazione per almeno 8 anni a canone agevolato

Se volete fare un investimento immobiliare per assicurarvi una rendita per il futuro, questo potrebbe essere il momento buono: il fisco infatti consente di dedurre dal reddito una parte della spesa..
 
La deduzione

Tutti i contribuenti persone fisiche, non esercenti attività commerciale, che dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 acquistano  appartamenti di nuova costruzione o ristrutturati, dotati di elevate prestazioni energetiche e li concedono in locazione per almeno otto anni a canone agevolato, avranno diritto a un’interessante agevolazione sull’Irpef. Stesso bonus per chi costruisce entro il 31 dicembre 2017. L’incentivo è stato introdotto con il cd. Decreto sblocca Italia, il D. L. n. 133/2014, convertito nella Legge n. 164/2014 (per gli appassionati del diritto la legge è stata pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 85 della Gazzetta Ufficiale dell’11 novembre 2014).
 
Le regole in pillole..

La deduzione è pari al 20 per cento del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita, nonché degli interessi passivi sui mutui contratti per comprare l’immobile, oppure, nel caso di costruzione, delle spese sostenute per prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d’appalto, attestate dall’impresa che esegue i lavori. Il limite massimo complessivo sia per l’acquisto che per la costruzione anche di più immobili, è pari a 300.000 euro. La deduzione infine è ripartita in otto quote annuali di pari importo, a partire dall’anno nel quale avviene la stipula del contratto di locazione e non è cumulabile con altre eventuali agevolazioni fiscali. L’immobile deve esser locato entro sei mesi dall’acquisto o dalla fine dei lavori.
 
Le caratteristiche degli immobili
 
Non tutti gli immobili acquistabili sul mercato possono godere della deduzione: attenzione perciò come sempre a rispettare con pignoleria le regolette indicate dal legislatore, per non rischiare che l’agognato beneficio fiscale vada completamente in fumo.
L’agevolazione infatti spetta per a) l’acquisto di immobili a destinazione residenziale di nuova costruzione, invenduti al 12 novembre 2014, ceduti da imprese di costruzione e da cooperative edilizie; b) l’acquisto di immobili a destinazione residenziale oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, o di restauro e di risanamento conservativo ceduti da imprese di ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie; c) la costruzione di immobili a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente prima dell’inizio dei lavori o sulle quali erano comunque già riconosciuti dei diritti edificatori e per le quali, prima del 12 novembre 2014, era stato rilasciato il titolo abilitativo edilizio, comunque denominato.
Pertanto, innanzitutto deve trattarsi di immobili residenziali: l’acquisto di negozi o altri tipi di immobili non usufruisce dell’agevolazione. Inoltre l’immobile non deve essere di “lusso”, non deve cioè essere classificato o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Come abbiamo detto l’immobile deve poi essere di nuova costruzione oppure deve essere rimasto invenduto alla data di entrata in vigore della legge: come spartiacque si considera la data del 12 novembre 2014. Consigliamo tuttavia di leggere con molta attenzione le istruzioni ministeriali in appendice del modello Unico per capre cosa la norma intende esattamente per “immobili invenduti”.
In alternativa l’immobile deve essere stato oggetto di ristrutturazione edilizia, restauro o di risanamento conservativo.
 
Rispetto dell’ambiente

L’immobile inoltre deve soddisfare precisi requisiti di prestazioni energetiche: come riportato dall’amministrazione l’immobile deve rientrare nelle prestazioni energetiche certificate in classe A o B (sul punto si può consultare l’allegato 4 delle Linee Guida nazionali per la classificazione energetica degli edifici del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009, oppure la normativa regionale, laddove vigente).
Infine l’unità immobiliare non deve essere ubicata nelle zone omogenee classificate E, ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 (in prevalenza zone agricole).
 
Niente canone libero

Ma non è ancora finita: per usufruire della deduzione il canone di locazione non può essere fissato liberamente dalle parti, ma non deve superare quello definito in ambito locale per gli alloggi di edilizia “convenzionata” (articolo 18 del Dpr 380/2001) o il minore importo tra il canone “concordato” sulla base degli accordi definiti in sede territoriale (articolo 2, comma 3, legge 431/1998) e quello “speciale” previsto per i comuni ad alta tensione abitativa (articolo 3, comma 114, legge 350/2003). Occorre quindi armarsi di molta pazienza per interpretare correttamente tali norme.
Pr avere diritto alla deduzione, inoltre, non devono esserci rapporti di parentela entro il primo grado tra il locatore e il locatario: non è ad esempio possibile comprare la casa e affittarla ad una figlia o all’anziano genitore. Probabilmente si vuole in tal modo evitare un eventuale comportamento truffaldino: si compra l’immobile e per godere dello sconto fiscale si stipula un finto contratto di locazione con i cari congiunti..
 
Ultime condizioni

Come al solito, nella corsa verso la deduzione occorre superare molti ostacoli. Per godere del bonus bisogna che l’unità immobiliare acquistata sia destinata, entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, alla locazione per almeno otto anni e tale periodo deve essere continuativo. Ma cosa succede se il conduttore decide di andare via dall’appartamento prima del termine degli otto anni? Ebbene niente paura: il diritto alla deduzione non si perde se il contratto di locazione si risolve prima del periodo di otto anni per motivi non imputabili al locatore, a condizione però che venga stipulato un altro contratto di affitto entro un anno dalla data della risoluzione. Per gli immobili acquistati prima della pubblicazione del decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell’economia e delle finanze del 8 settembre 2015, il termine per la conclusione del contratto di locazione decorre dal 3 dicembre 2015.
 
Articolo pubblicato dal quotidiano IL MATTINO in data 07.03.2016. Hanno collaborato Daniele Cuppone ed Enrico Rabitti

Cambia il dlgs sui mutui per le abitazioni: la clausola di inadempimento sarà facoltativa e la casa potrà essere venduta dalla banca solo dopo 18 rate non pagate. È quanto prevede la nuova formula del decreto legislativo, con le modifiche della commissione Finanze di Montecitorio. Le novità sono state presentate nel corso di una conferenza stampa, dal relatore del provvedimento, Giovanni Sanga, il capogruppo del Pd, Ettore Rosato, il capogruppo in Commissione Finanze, Michele Pelillo. Il parere non vincolante, che sarà presentato la prossima settimana, ha già ottenuto l’ok del governo, assicurano gli esponenti del Partito democratico.

PD: ESTENSIONE GARANZIE La bozza di parere predisposta dal Pd in Commissione finanze con modifiche già concordate con il governo prevede un’estensione delle garanzie già previste dallo scema di decreto di recepimento della direttiva europea sui mutui. Lo affermano i parlamentari Pd in Commissione Finanze che segnalano, tra l’altro, come l’inadempimento per morosità sia di 18 rate e non di sette. Si tratta inoltre di «mancato pagamento» e non di «ritardato pagamento».

SIT-IN DEL M5S «LaCasaNonSiTocca. Dalle 17,30 fino a notte il M5S sarà in presidio al ministero dell’Economia contro il regalo alle banche. Venite!». È l’invito che lancia Alessandro Di Battista in un tweet, dando appuntamento ai cittadini in via XX Settembre, dove a breve avrà inizio il sit-in dei 5 Stelle contro la norma che prevede la possibilità della banca di vendere la casa in caso di una insolvenza prolungata per sette rate.

“SPUTITI DAL M5S” «Ingenerare preoccupazioni sui cittadini sui mutui è inutile, dannoso, fuorviante ed è teso unicamente a creare motivi di tensione» da parte di una forza politica, il M5s, che «ha la demolizione nel suo Dna». Lo dice il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, in occasione di una conferenza stampa alla Camera convocata proprio per «chiarire una vicenda, quella sui mutui, molto delicata e oggetto di strumentalizzazioni da parte del M5s». Quello sui mutui, spiega Rosato, è « un provvedimento che recepisce una direttiva del 2014 fatta nell’interesse dei consumatori e i cui contenuti sono stati rafforzati dal governo, con condizioni che privilegiano i cittadini».

Articolo pubblicato dal quotidiano IL MATTINO in data 03.03.2016.

IL PROGETTO PER FAR CRESCERE LA CITTA.

Pronto un piano per alzare i palazzi. Presentata una delibera che consente di far salire del 50% gli edifici. Antonelli (Fi): così rilanceremo un settore vitale di Andrea Bene, Pescara.

L’esempio più banale è quello di un palazzo di sei piani che potrà crescere in altezza e diventare di nove. Questo potrebbe accadere se dovesse passare la proposta di delibera presentata dal capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli. Il provvedimento, in questi giorni all’esame della commissione Gestione del territorio, se venisse approvato dal consiglio, potrebbe trasformare completamente la città. Le regole contenute al suo interno sono, in realtà, quelle della tanto discussa legge regionale che recepisce il Decreto sviluppo, mai applicato dal Comune di Pescara. Forza Italia, dopo aver tentato invano l’anno scorso di far passare queste norme, ora ci riprova approfittando del patto stipulato nelle settimane scorse con la maggioranza che prevede la convocazione di una serie di sedute del consiglio comunale dedicate all’urbanistica. La proposta di delibera avrà se non altro il pregio di rimettere in moto un settore, quello dell’urbanistica, completamente fermo da mesi. Palazzi come grattacieli. I punti più importanti di questa proposta di delibera, che andrà all’esame del consiglio entro aprile, cioè dopo l’approvazione del bilancio, sono quelli che riguardano la possibilità di aumentare le cubature degli edifici già esistenti. Quindi, senza ulteriore consumo del territorio. In pratica, costruttori e semplici cittadini potranno utilizzare premi di cubatura fino a un massimo del 50 per cento per gli edifici esistenti e fino ad un massimo del 35 per il terziario, ossia negozi e uffici. Questa aumento di cubatura diventerà possibile con una deroga ai limiti imposti dal Prg sulle distanze tra edifici e le altezze. L’obiettivo è tuttavia quello di far crescere verso l’alto i fabbricati. Dove si potrà costruire. Il provvedimento indica in proposito un lungo elenco di aree, definite in gergo tecnico sottozone, dove sarà possibile aumentare la cubatura. Si va dalla sottozona B2, definita di conservazione e recupero, a quella B8 di completamento di tipo estensivo; da quella D2 per impianti e attrezzature artigianali e industriali, alla D4, cioè attività commerciali e artigianali esistenti. Saranno ammesse, inoltre, attrezzature portuali e aeroportuali, servizi privati turistico-ricettivi, zone di verde attrezzato per lo sport, parcheggi privati di uso pubblico, ambiti sottoposti a pianificazione o comparti di attuazione. Le zone vietate. La delibera mette subito in chiaro un punto fondamentale. «Tutti gli interventi edilizi», si legge, «dovranno tassativamente escludere l’occupazione di aree di cessione». Questo significa che non potrà accadere che vengano utilizzate aree destinate a parcheggi o a verde pubblico per ampliare gli edifici. Le altre esclusioni sono quelle previste nel Decreto sviluppo, ossia edifici senza permessi edilizi, quelli collocati nel centro storico o sottoposti a vincoli di in edificabilità assoluta, sottoposti a vincolo espropriativo o inseriti nel Piano di rischio aeroportuale. «Così rilanciamo l’economia». Il proponente spiega così la decisione di ripresentare le norme sul Decreto sviluppo, già bocciate un anno fa dal centrosinistra. «Questa amministrazione», dice Antonelli, «ha buttato via oltre venti mesi nell’assoluto disinteresse per l’urbanistica e l’edilizia. È necessario adottare provvedimenti tesi a restituire slancio ad alcuni settori vitali dell’economia, come l’edilizia e il suo indotto». «Ad aprile, quando il consiglio sarà chiamato a decidere», conclude, «ci auguriamo che una volta tanto prevalga l’interesse collettivo». RI PRORE ION E RISERVATA COSA PREVEDE LA DELIBERA Possibilità di aumentare fino al 50% del volume per il residenziale e fino al 35% della superficie coperta per i negozi, uffici AREE IN CUI SARÀ VIETATO AUMENTARE LA VOLUMETRIA:

1) zone di tutela ambientale e paesistica ¦ aree classificate P3 nella carta della pericolosità geologica; 2) edifici realizzati in assenza di permesso di agibilità; 3) edifici in zone sottoposte a vincolo di in edificabilità assoluta; 4) edifici in zone sottoposte a vincolo espropriativo; 5) edifici collocati all’interno del centro storico; 6) edifici vincolati; 7) edifici in aree sottoposte a vincolo cimiteriale o di rispetto stradale; 8) edifici in aree sottoposte a vincolo del depuratore; 9) edifici in zona A del Piano regionale paesistico; 10) edifici in aree sottoposte al Piano di rischio aeroportuale.

Articolo pubblicato dal quotidiano “IL CENTRO” di Andrea Bene, Pescara; pervenuto dall’associazione F.I.M.A.A. in data 06.03.2016.

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